Sunday, April 30, 2006

In Confidenza...(l'arte del piacere di ascoltare)

la bellezza dell'uscire da soli è che non hai l'obbligo di rimanere con nessuno. non che altrimenti ce l'abbia, ma sei libero di vedere e osservare, e stare in piedi, e stare fuori dal locale, e stare dentro il locale, in piedi, e stare, dove vuoi. e ti si avvicinano gli amici, e ti parlano. non sono amici nel senso stretto della parola. alcuni sono giusto conoscenti, altri sono tuoi colleghi di lavoro, altri sono amici con i quali hai già litigato duramente quando vivevate nella stessa casa. così ieri mi si è avvicinato un collega (o un amico?) e ha parlato, semplicemente perchè aveva voglia di parlare. e io ho ascoltato e provato il piacere di ascoltare, a volte in silenzio, a volte no. dopo è stato il turno di un conoscente, e ha parlato e io ho ascoltato, un pò meno in silenzio. ma per lui le parole, parlare, sono un pò come un abbraccio, l'ha fatto sentire compreso e protetto, come aveva bisogno di sentirsi. e per me ascoltare è come donare un abbraccio. è toccato anche all'amico, quello con cui si litiga pure finchè si vive insieme, e ha parlato e io ho ascoltato. ed è tornato perfino il collega e ha parlato ancora, e io ho ascoltato ancora.
la mia serata si è conclusa con tre "grazie", grazie per la chiacchierata, grazie per la disponibilità... quello che non sanno è che vorrei io dire loro grazie, per avermi dato la possibilità di ascoltare.

3 comments:

vocina said...

Ho visto una ragazza in anfibi e occhiali con la montatura spessa che gira, abbraccia, sorride, e quando poi si siede e ascolta scrive, scrive, scrive. Solo osservarla mi ha fatto ricordare quante sono le cose belle che conservo in quel posticino tra i monti aspri, eppure così capace di abbracciarti e regalarti quello che per tutto il resto dell'anno cerchi nei posti sbagliati: la capacità di stare bene con se stessi.

Ho visto uno sguardo un po' spaesato, forse triste, ma laggiù in fondo a quegli occhietti c'era ancora quella bella luce che ho avuto il piacere di conoscere.

Ho visto una ragazza che ha imparato che ogni lasciata è persa, e ho provato a dirle il mio grazie semplicemente buttandomi, a mio rischio e pericolo. Buttarsi, semplicemente. Perché altrimenti non si avrà mai un'opportunità.

Mumucs said...

grazie mia vocina...spero che sia servito punzecchiarti un pochino.apriti e non avere paura di sbagliare e di non saper fare.è così che si impara, facendo ogni giorno i conti con i propri limiti.

Anonymous said...

Mentre leggevo mi son chiesto chi sono davvero gli amici ma soprattutto quanto siamo veramente capaci di ascoltare e quanto veniamo ascoltati.

Hai ragione... ascoltare è un privilegio.

Essere ascoltati... una rarità.

Ascoltare ed essere ascoltati dagli amici... beh, lasciamo perdere.

Indubbiamente è molto più facile sentire...

Andrea.