Wednesday, June 21, 2006

di notte

quando è estate e fa troppo caldo per dormire, o per pensare di dormire, o per leggere, o per esistere. punto. è allora che sono le undici di sera ecchissenefrega, prendi la macchina e inizi a sputtanare tutta la benzina che hai, che non hai pagato tu, ma di nuovo, chissenefrega. perchè io amo la macchina e girare in macchina, anche fare il giro dello stesso isolato per ore. specie quando sono nervosaaunpassodallessereisterica. ma al mare ci sarà troppa gente, alla vecchia ceramica nessuna faccia amica. e mentre giro e percorro le solite strade del mio paesello, che non ha niente a che vedere con wonderland e anzi wonderland sembra non essere più la mia residenza, dicevo: e mentre percorro le strade del mio paesino ho deciso dove andare. dietro casa mia c'è il porto industriale, pieno di fabbricati industriali, luci industriali, odori industriali, tutto industrialissimo.
la strada è talmente breve che la percorro ad una velocità che non supera i cinquantachilometriorari. perchè per me è importante respirare l'odore che si sente. fino allo svincolo per il porto la strada è color notte e l'odore sa di notte e mare e stagno e melma, di zolfo e melma, di pesci morti nello stagno e libertà e solitudine. perchè viaggiare in macchina è bello da soli, ma la solitudine non è girare in macchina da soli, e mi sta devastando. giro per il porto e quella strada mi fa sorridere pensando a mio fratello, a quando faceva il servizio militare nella marina e stava proprio dietro casa e finiva il turno e andavo a prenderlo. ora lavora in una fabbrica a varese, e non lo vedo da pasqua. più vai avanti e più l'odore di melma e pesci morti si allontana e diventa un odore di silicone credo, di quello che metti nelle docce per evitare le infiltrazioni, non sono esperta ma mi ricorda il saratoga, ed è fortissimo e nauseabondo. paradossalmente rimpiango l'odore di pesci morti. i cancelli completamente arrugginiti e le luci e i fabbricati e tutto è illuminato e tutto è vuoto e abitato. e non posso far altro che sorridere perchè è come guardarsi allo specchio, con la differenza che io non profumo nè di silicone nè di pesci morti e melma. non posso entrare per vedere bene le costruzioni industriali, i cancelli sono tutti chiusi e poi sono sola in macchina e poi sembro anche una pazza perchè non ho ragione di stare li. allora c'è solo un modo per vedere bene tutto quanto ed è arrivarci dall' altra parte, dalla strada che costeggia la spiaggia che c'è oltre il porto. giusto qualche centinaio di metri, e l'odore di silicone lascia spazio a quello della melma che lentamente scompare e adesso si sente l'odore della polvere e quell'odore di umido a cui non rinuncerei mai in vita mia. non potrei mai vivere in montagna. l'umido ha un odore intenso, buonissimo, non potrei vivere senza. l'umido mi rende allegra e mi fa sentire a casa, e mi sento di nuovo a wonderland. mi basta poco per vedere i macchinari di quella...non so cosa sia, una raffineria di bentonite è possibile? me l'hanno anche detto , ci lavora un mio amico ma davvero non lo ricordo e in ogni caso non mi interessa. è tutta illuminata e perde un pochino del suo fascino. a vederla da più lontano sembrava un monumento, illuminata solo dal basso, invece era solo un'illusione ottica. si sentono i macchinari e sento anche le voci delle persone che ci stanno dentro, o almeno è quello che credo. non c'è più nulla da vedere. intanto mi sono rinfrescata e ora posso anche pensare di dormire. così ripercorro la stessa strada e gli stessi odori, tutto all'indietro. ed era da tanto che non godevo così di pochi metri percorsi in macchina.

No comments: