Tuesday, November 18, 2008

extratto d'expo

indigestione annuale di musica. di jazz, ma non solo. perchè ci sono cose che vale la pena ascoltare, che si chiamino jazz o danza popolare. consigli per gli ascolti.

luca aquino, first of all, per affetto, e perchè lo merita, e se scrivo affetto per prima cosa, è solo perchè non lo vedevo da due anni, ed è stato bello riabbracciarlo e sentirlo per la prima volta in cose davvero sue. inoltre, no surprises fa salire la colonnina di gradimento alle stelle.

gnu quartet. archi e flauto, e sono arrivata che suonavano brava di mina e la suonavano in maniera pazzesca. hanno continuato a suonare in maniera pazzesca anche il resto. queste sono le sorprese che non mi fanno pentire di essere andata al jazz expo.

arve henriksen. e qui rimango senza parole ma solo con un brivido che parte dalla punta dei piedi, fa tutto il giro va su per la schiena e culmina con una lacrima. sono innamorata.

yaron herman. intenso, ispirato, tecnicamente perfetto. il batterista era la versione jazz e naif del nongiovane di mtv, solo che suonava da dio. e per toxic, proprio quella, di britney spears, che io ho prontamente riconosciuto..cioè, prontamente...alla fine...le altre no, però, se le conoscevo, non sono stata in grado di riconoscerle.

a parte questi quattro, un plauso a roy hargrove, amerigheno quanto basta, al progetto zapping di furio di castri, tra zappa e monk, io, ovviamente, apprezzo. al vino all'opera, di di castri e antonello salis, perchè suonano bene, il progetto è divertente, e michele rabbia è sempre un mito.

la cosa più bella dell'expo è stata lei, si insomma, l'amica con cui ci si vede quasi mai, ci si sente poco (perchè io non la chiamo..sono fatta così) ma siamo emancipate. e magari cantiamo fly me to the moon mentre nick the nightfly sta facendo il soundcheck e ci scappa il ballo con qualche artista, ma non sappiamo chi è e io posso scappare e mettermi a ridere mentre lei è impegnata in una danza un pò così, ma sono ricordi da portare a casa. insieme a tutti gli altri. agli altri incontri e agli altri sorrisi, alle note, si, ma soprattutto ai silenzi. e nella strada verso casa, vitalogy va che è una meraviglia.

2 comments:

vocina said...

Gh.

bianchina said...

è bello come maledettamente riesci a rendere le idee,le immagini,gli umori.
ed è proprio bello