Tuesday, December 02, 2008

A/R cronaca di un viaggio moooolto stancante

finalmente posso dire di essere stata a bologna. bologna e ravenna. in tutto dieci minuti a bologna, e qualche ora a ravenna, distribuite per una tavola calda self service e uno studio foniatrico. e non dimentichiamo il tempo necessario all'imbarco all'aeorporto di bologna. poi vabeh venti minuti in taxi, quaranta in totale. e un'oretta in treno, da bologna a ravenna, che moltiplicato per due di Andata e Ritorno fa due orette. non credevo che in una giornata si potessero fare tante cose (che poi, tante cose...).

dall'alzarsi alle quattro del mattino, partire alle cinque per elmas, imbarcarsi un'ora in ritardo per bologna, farsela sotto quando a bologna non riusciamo ad atterrare per colpa del vento, l'aereo riprende quota e ci dicono "tenteremo un altro atterraggio, poi ripiegheremo sulla nostra destinazione alternativa: verona" e aggiungerei sticazzi. rimanere mezz'ora a gravitare su bologna. e poi via col taxi fino alla stazione e poi dalla stazione a ravenna. le domande che ci siamo fatte sono state come si chiamano gli abitanti di Russi e Godo, ma la verità è che non so manco come si chiamano quelli che abitano a fordongianus, c'ho poco da fare la spiritosa.

a ravenna cerchiamo un posto per pranzare, prima però un bagno e proseguiamo per quella via tutta dritta, che ci porterà più tardi alla ragione del nostro essere lì. arriviamo davanti a un cartello cotoletta alla milanese 4.50, che visto che fino ad ora avevamo beccato solo pizzerie, i sembra un lusso. e alzo gli occhi e capisco che questa tavola calda è proprio nello stesso palazzo in cui dobbiamo trovarci alle tre per la visita. abbiamo mangiato pure bene. e a parte i nervosismi perchè la visita è in ritardo e noi abbiamo il treno alle diciassette e trentacinque se no non torniamo più a casa, la visita è andata bene. noi cantanti siamo veramente ipocondriaci. siamo andati da un foniatra come se avesse dovuto per forza beccarci qualcosa. ci lamentiamo che non ci ha detto niente nel viaggio di rientro. si ma in fondo che cazzo doveva dirci se stiamo bene? ed è incredibile che la più lucida sono io, che di solito invece sono quella che si mette paranoie.
comunque c'ho delle belle corde vocali. non so bene in che misura le corde vocali possano essere definite belle, ma così pare che siano le mie. che comunque qualche difetto ce l'hanno, o meglio, io ho qualche difetto e loro ne pagano le conseguenze. niente che in ogni caso non si possa risolvere.

e poi di corsa alla stazione, treno preso e fino in aeroporto. imbarco volo e decollo e turbolenze, ma finalmente alle 22.20 scendiamo dall'aereo, elmas. nessuna turbolenza stavolta

al parcheggio multipiano non trovo la macchina, ma perchè sono al secondo piano, e io l'ho lasciata al primo, solo che non me lo ricordavo più. le mie amiche mi portano in macchina dal secondo piano al primo, e scendendo dalla classe a della mia amica le raschio la macchina, perchè sto per cadere e gli stivali hanno la cerniera...zam, danno fatto. sono una perfetta imbecille.

la centotrentuno è un fiume, sta diluviando ed è impercorribile, ma a mezzanotte e mezzo credo di essere a casa.
morale della favola. non so manco che faccia abbia bologna. e nemmeno ravenna. e detesto gli aerei, questo credo non cambierà mai.

5 comments:

hyacintgirl said...

ecco, la prossima volta così impari a prender eun treno n più e fermarti almeno una notte in terraferma. che qui c'è chi ha voglia di rivederti. :)

Mumucs said...

eh ma non poteeeeeeevooooooo!ghghghghg.

Divara said...

A ravenna?
beh, ma potevo dirtelo io dove magnare! ci ho vissuto tre anni!
mannaggiattè mumucs! tornaaaa!

Mumucs said...

ma uhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh divara, ma uhhhhhhhhhhhhhhh non sapevoooo!!!

fugazio said...

gli abitanti di fordongianus si chiamano fordongianesi :)