Tuesday, November 24, 2009

andava fatto, un post sul jazz expo

per dire un sacco di cose e dire niente. la musica è sempre meno, e sempre meno bella. ma non buttiamo via nulla. ok, non parlo di musica ma di affetti, alla fine il festival questo è, per me. un susseguirsi di incontri, di entusiasmi e di entusiasmi delusi, maledizione. e di nebbie.

primo giorno. se non è amore. ho portato mio fratello, bassista, a sentire marcus miller. do you know marcus miller? uno che vi dico solo che la sala era piena di bassisti in preda a un' erezione, anche se erano bassisti femmina. cercatelo su youtube. certo, amerigheno, ma...marcus miller è un'istituzione. che da spazio e luce ai suoi giovinotti, e sono una favola. mio fratello rimane a vedere anche il secondo set. io, se permettete, non sono una bassista e si, figo...ma ne ho le palle già piene. così giro giro e giro, qualche foto qua e la e qualche incontro. luca, per esempio. baci luca, che lo vedo contento, perchè la musica, per lui, sta andando alla grandissima.

sabato prima si prova, poi si corre. non in tempo per sentire il concerto di fresu, e un pò me ne dispiaccio, pur sempre per una questione di affetto e le provo tutte, provo la cantante finlandese (oh my gosh) ma niente niente da fare. rimango basita ascoltando giorgio ferrera. perchè sono bravi, ma soprattutto perchè il contrabbassista è proprio lui, ale, che non vedo da tre anni, dal disco che abbiamo fatto insieme. e per farsi perdonare di non avermi avvisato che avrebbe suonato, mi regala il disco del progetto che ho appena sentito. poi finalmente è mezzanotte, e finalmente si sente musica. ora, tutti dicono che era una truffa, a me il concerto about a silent way è piaciuto da pazzi. eccavolo, viva l'elettronica, viva la house, se è il caso. e viva francesco bearzatti. sempre. poi andiamo via, io e la mia amica che devo riaccompagnare in albergo. ma sono a cagliari, sbaglio strada, e c'è una nebbia che non riconosco le strade. ci impiego moltissimo tempo per trovare l'albergo, poi sono in centotrentuno a settanta. e appena arrivo a casa non riesco a dormire, per via della nebbia. o meglio, dell'adrenalina che la paura di avere un incidente per via della nebbia deve aver messo in circolo.

il terzo giorno è il giorno dei saluti. ad ale, alla mia amica, a luca, a eli, e alla musica e alle ferie. e allora un saluto con l'energia e la sarditudine di gavino murgia, il jazz e le dinamiche incredibili di eivind aarset e del suo sonic codex, con rava e i suoi gioooovanissimi e jazzissimi musicisti, con petra magoni e la sua tecnica invidiabile, oltre al fascino invidiabile e il contrabbassista invidiabilissimo (mi fermo qui. ecco)...e sulla strada ancora nebbia. che casa è lontana. e la musica pure. ma forse antonio ha ragione. non posso più aspettare.

2 comments:

vocina said...

No, non *devi* aspettare.

Gf said...

....