Monday, August 29, 2011

a seneghe

io, se vivessi a seneghe, sarei più magra di così. perché seneghe tu la vedi e ti vien voglia di camminare per quelle strade che fanno sù e giù avanti e indietro. ti viene da camminare e guardare le strade, o il cielo se è di giorno che è azzurro azzurro, le finestre con i vasi sul davanzale se è di notte, l'azzurro del cielo non lo puoi vedere ché nel frattempo è diventato blu. e cammini, mica vai in macchina, cammini in salita e corri in discesa, solo se ci vivi, però. altrimenti usi la macchina, si capisce che sei lì solo di passaggio o perché hai un impegno o qualcosa da fare. e cammina cammina qualche chilo lo perdi. allora cammini, cammini, di sera le luci gialle illuminano le pareti delle case, sono in pietra, in pietra a vista, qualcuna ha l'intonaco ma io preferisco quelle con la pietra a vista.

ieri sera ci sono stata, a seneghe, per il settembre dei poeti, anche se è ancora agosto. ho parcheggiato nella strada principale, ma ho parcheggiato giù e ho detto “andiamo a piedi, stavolta la lascio qua, non è distante dalla piazza”. abbiamo camminato, camminato, naso in su, occhi alle pareti e poi la chiesa e ho detto “mi sembrava che la piazza fosse più vicina”, e mi ha risposto “anche a me”, è vicino alla chiesa e la chiesa eccola, e con quella luce, quella strada, quelle pareti con la pietra a vista mi sono fermata, assalita da un dubbio



“ma l'ho chiusa la macchina?”

1 comment:

quello lì said...

E al ritorno la macchina sembrava più lontana, ma era solo una sensazione.